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Il miracolo della Tassano

Economia di Comunione

di Silvano Gianti

Pubblicato su Città Nuova, N.14/2006 link.gif

L’hanno chiamato miracolo i media della Liguria, l’operazione voluta dalla Regione, dalle Province e dai Comuni del comprensorio, che ha permesso al Consorzio Tassano di continuare a vivere, trasferendo la sede delle Cooperative sociali da Sestri Levante nella nuova area di Casarza Ligure. Le finalità del consorzio erano ben conosciute dagli amministratori, che in più occasioni si erano dimostrati colpiti da questa esperienza sociale, tanto che senza fatica – con un accordo bipartisan -, hanno espresso la proposta della costituzione di una Fondazione per l’acquisto del terreno in zona industriale e la costruzione di una struttura di circa 6 mila metri quadri.

La motivazione che ha spinto tutti ad impegnarci seriamente – spiegò l’allora assessore alle Politiche sociali, dott. Gatti – è venuta dall’aver visto in maniera precisa come si sono mossi negli anni i dirigenti della Tassano. Siamo stati toccati dalla spinta morale presente tra loro: se non avessimo concretizzato questo impegno, sarebbe stato un fallimento per noi, perché dovevamo in qualche modo rispondere all’intima convinzione che c’era in Linaro e nei suoi dirigenti. Un miracolo, dunque, ma anche il risultato di un lungo e paziente lavoro di dialogo, di rapporti, di reciproca sensibilità, che il Consorzio ha portato avanti in questi anni con le istituzioni pubbliche. Ad ottobre 2004 sono iniziati i lavori di realizzazione della nuova sede, terminati alla fine dell’anno scorso. Dall’inizio del 2006, la nuova sede è operativa. Nella splendida cornice del Golfo del Tigullio, dove le colline del levante ligure si tuffano nel mare tra baie incantevoli e angoli di scogli da favola, il Consorzio Tassano offre la sua immagine. Quella della solidarietà. Dopo l’accordo bipartisan, riconoscimento al prezioso lavoro che il Consorzio Tassano sta operando su tutto il territorio, l’inaugurazione del fabbricato realizzato per accogliere le attività sociali che hanno lo scopo dell’ inserimento al lavoro delle persone diversamente abili ha richiamato a Casarza Ligure una gran folla. Politici, amministratori locali e tanta gente comune.

La vostra testimonianza – ha scritto Chiara Lubich in un suo messaggio di saluto – ha coinvolto molti, e l’inaugurazione di questa sede con il coinvolgimento fattivo e generoso del Consiglio regionale ligure ne è un riconoscimento e un’ulteriore conferma. Vi auguro che il Consorzio Tassano, continui ad essere una attestazione di quei valori sociali economici e culturali a cui tanti possano attingere e contribuisca così alla edificazione di autentica fraternità nella vostra regione ed oltre. Il Consorzio Tassano è una delle principali aziende italiane che opera seguendo i princìpi dell’Economia di Comunione, orientando il suo agire verso l’inserimento nel mondo del lavoro di chi ne è privo ed ha grande difficoltà ad ottenerlo. Al suo interno, infatti, tra le cinquantadue cooperative dove sono raggruppate strutture socio assistenziali e un insieme di servizi estesi al territorio, vi è quello che potremmo chiamare un vero e proprio fiore all’occhiello del consorzio: un laboratorio nel quale sono inserite oltre un centinaio di persone provenienti dal disagio. Il loro lavoro è quello di assemblare, confezionare e imballare articoli vari per conto terzi. Un lavoro, va detto, che produce scarsa redditività; ma la grande sfida che si vive in quei capannoni ha un valore sociale non calcolabile. Perché tutto nasce dal desiderio di dare lavoro a queste persone, di sostituire all’elemosina o all’aiuto sporadico o continuato per coprire una emergenza, un gesto concreto che ridia loro speranza e dignità. La perla sta tutta qui. Ma occorre denaro e non poco. E lo si trova regolarmente non aspettando un intervento, peraltro dovuto, delle istituzioni; ma è il consorzio stesso che dà del suo, tramite un accordo tra le varie cooperative per mantenere e far vivere questo laboratorio. Una storia affascinante sta dietro questo laboratorio; racconta della nascita del Ponte, del Pellicano, del Giglio, di laboratori speciali per far da tramite all’inserimento nel mondo del lavoro. Consapevoli fin dall’inizio della nostra inesperienza nel campo dell’inserimento al lavoro – racconta Pierangelo Tassano, vicepresidente del consorzio -, abbiamo avuto fede nel non spegnere quel piccolo seme, grazie anche al contributo di tutti i volontari. Dopo tanto cammino e tanta solidarietà incontrata ed offerta, c’è ancora molto cammino da fare, conclude Pierangelo Tassano, per conquistare una sicurezza maggiore: Aspettiamo un riconoscimento pubblico da parte delle istituzioni nazionali, e regionali per istituzionalizzare questo progetto e professionalizzare l’esperienza dei futuri operatori addetti al nostro laboratorio. Intanto continuiamo nella ricerca di fondi e risorse, anche piccole, per il futuro. Noi aderiamo al progetto di Economia di Comunione, e vorremmo che i nostri utili potessero in maggior misura essere distribuiti secondo i suoi scopi, e non dovessimo utilizzarne la maggior parte per supplire a compiti che a nostro parere dovrebbero essere della comunità.

UNA STORIA BEN RADICATA Giacomo Linaro e Piero Cattani sono gli artefici di questa significativa storia, in certo modo il seme e lo sviluppo di un albero che è cresciuto e s’è allargato, fino ai giorni nostri. Allora ci aveva affascinati l’esperienza del Movimento dei focolari, conosciuto direttamente dalla sua fondatrice Chiara Lubich. Anche noi abbiamo voluto provare a vivere la novità di vita che la spiritualità dell’unità portava in sé. Avevamo in effetto scoperto nelle parole del Vangelo quell’amore cristiano che fa mettere in comune risorse economiche e umane, per poter aiutare chi attraversa momenti difficili della propria vita. Spinti da questo desiderio, nel 1989 Giacomo e Piero hanno costituito la prima cooperativa conferendo in dote un’avviata attività artigianale di riparazione di elettrodomestici, assieme ad altre persone disponibili a destinare parte dei proventi di questo lavoro a chi era nel bisogno.

L’entusiasmo fu subito condiviso da altri, tanto che l’idea di mettere in comune professionalità, attività e risparmi per rischiare insieme, fece nascere la prima Cooperativa sociale Roberto Tassano. Il 1997 ha segnato un’altra significativa tappa: l’adesione al progetto di Economia di Comunione, che ha rafforzato la partecipazione e la cooperazione di tutti i soci, e ha accresciuto lo sviluppo umano, morale e sociale di tutto il consorzio: sono cresciute le l’attività all’interno del gruppo, si sono potuti assumere nuovi disoccupati, quasi tutte persone bisognose di un sostegno economico. E, per lo stupore, più d’uno s’è trovato a ripetere: Più diamo agli altri, più riceviamo dalla provvidenza. È uno sviluppo costante – continuano i due soci fondatori – che negli anni continua a sorprenderci e a stupirci: nuovi servizi, sviluppo e consolidamento di quelli esistenti. Diventiamo pian piano con le nostre attività un servizio concreto ad una esigenza-emergenza del territorio. Seguendo questo percorso dettato solamente dal desiderio di essere una risposta concreta a queste necessità, la Tassano è riuscita a creare sino ad oggi più di 1200 posti di lavoro. Possiamo assicurare – concludono Giacomo e Pierino – che non è stata una passeggiata. Abbiamo vissuto momenti di luce e di ombre, di successi e di sconfitte, superati grazie a quella forza interiore che ci ha sempre accompagnati nel nostro cammino.

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