ARCHIVIO ARTICOLI

Lingua: ITALIANO

La pedagogia di comunione

Il Forum di Solidar-One di Montecarlo

La pedagogia di comunione

di Bernadette Esmenjaud
da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.28 - dicembre 2008

n28_pag._14_bernardette_esmenjaud.jpg

Il 30 Novembre il tempo era pessimo e quella Autostrada dei Fiori che richiama ricordi di assolate vacanze al mare, era bloccata da grandine e neve. Pur non essendo né turisti né amanti della Formula Uno  quasi mille persone sono  arrivate dall'Italia e dal sud della Francia,    per il convegno Solidar-One. Ospitato nell'Auditorio Ranieri III di Montecarlo, l’evento è stato ideato ed animato da Carlo Pigino con il suo amico Fabio Vitale e sostenuto dai membri delle comunità dei Focolari della Francia del Sud.

Nel suo manifesto Solidar-One dichiarava: "La nostra proposta per un mondo senza n28_pag._15_gruppo_con_volontari.jpgmiseria non posa sull’assistenza ma sulla reciprocità"  e l'obiettivo era "una azione concreta, un progetto di Economia di Comunione in favore dei paesi emergenti dell’America Latina, raccogliendo dei fondi per l’associazione «Casa do Menor », per dare la possibilità ai ragazzi delle favelas di essere padroni del loro destino".

Al Forum che precedeva lo spettacolo del Complesso Gen Rosso, dava lustro Jacques Biosson, segretario di Stato del Principato di Monaco assieme a  Wilfrid Deri, Responsabile della Cooperazione Internazionale, ed intervenivano Fernando Viera de Moraes e Jean L'Hebron de Lussats, presidente di  ECPACT-MC il primo sponsor della manifestazione,  Jean Pierre Blanc, Presidente di Caffè Malongo, esempio di prodotto del Commercio Equo Solidale, Mario Giro, responsabile delle attività internazionali di S. Egidio, Jean Luc Perron direttore delegato per Credit Agricole di una Fondazione un capitale di 50 Milioni di Euro per il Microcredito in diversi paesi del mondo, Africa, Alberto Ferrucci, presidente di New Humanity e padre  Renato Chiera, fondatore delle Case do Menor.

n28_pag._15_muhammad_yunus.jpgIl Forum, moderato da Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova, si articolava negli interventi dei presenti intervallati da un video di Emmanuel Faber, Amministratore Delegato della Danone, che descriveva i progetti di microcredito nati di concerto con Mohamed Yunus, il premio Nobel della Pace fondatore della Grameen Bank. Lo stesso Yunus, a conclusione del Forum inviava ai presenti un messaggio video.

A conclusione del Forum, dopo la presentazione di Alberto Ferrucci del progetto di Economia di Comunione, Padre Renato Chiera scuoteva la sala presentando la cruda realtà delle migliaia di ragazzi di strada che accoglie nelle sue case nelle periferie di grandi città dell'America Latina, iniziando dal quartiere più difficile di Rio de Janeiro, la Baixada Fluminense.

"Abbiamo capito - diceva - che la tragedia maggiore non è esser poveri, è non n28_pag._15_padre_renato_1.jpgessere figli, non essere amati da nessuno. E’ la mancanza di presenza di qualcuno che ama, che diventa punto di riferimento, attorno a cui si costruisce la personalità con armonia. Il cammino di recupero comincia solo e se i nostri ragazzi incontrano un rapporto con qualcuno che li fa sentire figli amati. Il punto fondamentale è questo: avere la presenza di qualcuno che mi fa sentire figlio e mi chiama a sollevarmi e a vivere.  nostri ragazzi rimangono nelle nostre case non perché trovano da mangiare, hanno scuola e professione, ma solo perché - e se - si sentono amati. Non amati da nessuno sono erranti, si sentono stranieri in qualunque posto, non hanno casa e non si sentono a casa da nessuna parte e vagano per le strade senza direzione e in tutte le direzioni. Non hanno stimoli per vivere, per studiare, per lavorare e inconsciamente cercano la morte nel narcotraffico, nella droga.  Chi non è amato, non vuole vivere, e si lascia morire in molte forme, anche qui nel primo mondo. Questi ragazzi, “feti deformati”, quando amati, si sviluppano, trovano sicurezza, riferimento, casa, si colgono come valore e riescono a rapportarsi con gli altri come fratelli e la loro vita diventa feconda. I ragazzi di strada dormono in posizione fetale: cercano un utero, utero mamma, papa, famiglia, comunità, utero Dio."

Padre Renato concludeva: "Abbiamo chiamato questa pedagogia dei non amati, "pedagogia di comunione" che va oltre la pedagogia degli oppressi di Paolo Freire. E’ un nuovo cammino psicologico e pedagogico che funziona.  Per questo da 22 anni siamo chiamati a diffondere questa nuova esperienza e cultura dell’amore in varie parti del Brasile, a Rio, a Fortaleza, adesso a Santana do Ipanema a e Recife. Anche il Mozambico, che abbiamo appena visitato, ci chiama".

Un interminabile applauso, a conclusione delle sue parole, esprimeva l’adesione dei tantissimi giovani, sia quelli provenienti dal Piemonte che già ne conoscevano la testimonianza, che i giovani universitari di Tolone arrivati con due autobus assieme al vice rettore. Un gruppo proveniente dalla prestigiosa Business School di Nizza si domandava come potersi impegnare concretamente in una loro realizzazione di economia di comunione, a sostegno delle opere di Padre Renato.

n28_pag._15_ragazzo_confeziona_borsa.jpgIl progetto EdC a cui erano rivolti i fondi raccolti - anche dai mercatini solidali che coronavano l'Auditorio con i loro coloratissimi stand - era l’attività di formazione al lavoro ed alla imprenditorialità avviata da Padre Renato, assieme ad un imprenditore brasiliano di EdC, Joao Bosco.

L'Atelier Santa Flora produce borse, e Joao e Dima Bosco, assieme ad altri soci che vogliono n28_pag._15_ragazzo_taglia_1.jpgvivere l'Economia di Comunione, avendo la società di gestione del Polo rinnovato un edificio  rustico presente nel complesso del Polo Ginetta, ne hanno fatto il loro nuovo laboratorio di  produzione. Qui, assieme ai suoi operatori, Joao insegna a tagliare i modelli, a cucire ed a rifinire e confezionare borse a 24 ragazzi, provenienti in parte dalle Case do Menor di Rio de Janeiro, Fortaleza, Santana do Ipanema, e dai gruppi dei "senza terra" di Branquinha-Alagoas. Una parte dei ragazzi arriva, dopo aver completato i corsi, dalla scuola per bambini delle favelas della Mariapoli Santa Maria di Recife.

n28_pag._15_ragazzo_taglia.jpgL’obbiettivo della formazione impostata sul metodo dell'imparare facendo e favorendo la creatività e l'innovazione dei giovani, è quello di creare cinque gruppi autonomi di produzione che nelle loro città di origine potranno inventarsi un futuro di micro imprenditori.

Per essi oltre al lavoro sono previsti momenti di formazione umana per gli aspetti della salute, della sicurezza sul lavoro, del rispetto dell'ambiente, dei diritti umani, dell'etica del lavoro e principi e pratica della Economia di Comunione.
Quindi un programma di formazione di “ uomini nuovi”, per prepararli ad essere attori non solo della loro vita privata, familiare ed affettiva, ma anche membri attivi della comunità, della società civile, con l'obiettivo del bene comune.

Ecco la novità di questo esperimento: ex - ragazzi di strada, adolescenti e giovani, non amati e figli dell'esclusione che si recuperano grazie a nuovi rapporti vivificanti di comunione.  Ragazzi che ora collaborano a costruire ed incarnare una economia di comunione che attacchi alla radice proprio le cause delle loro tante esclusioni e tragedie.

E tutto questo in Brasile dove é nata la economia di comunione e in particolare  ad Igarassu-Recife, dove per prima é arrivata la spiritualità della unità in Brasile, con Ginetta Calliari. Segni profetici e luci che fanno ben sperare.
Image

ARCHIVIO ARTICOLI

Lingua: ITALIANO

Libri, Saggi & Media

Lingua: ITALIANO

Filtro Categorie

© 2008 - 2022 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - edc@marcoriccardi.it