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La Stampa - 15/07/2012

Costruire cose buone

Economia di Comunione: una via di uscita dalla crisi

di Agnese Moro

Pubblicato su La Stampa il 15/07/2012

Logo_La_StampaSono in molti a pensare e a sperare che la terribile crisi che stiamo vivendo abbia almeno l'effetto di aprirci gli occhi sull’incapacità del modello con il quale sono attualmente organizzate le cose economiche a creare sviluppo, inclusione, possibilità di vite dignitose per tutti.

E mi sembra che ogni tentativo per trovare altre strade sia da conoscere e da valutare attentamente.  Tra questi c’è "Economia di Comunione" che coinvolge imprenditori, imprese, associazioni, istituzioni economiche, ma anche lavoratori, dirigenti, consumatori, risparmiatori, studiosi, operatori economici, poveri, cittadini, famiglie.

A ottobre 2009 avevano aderito 688 imprese di varie dimensioni; nel 2011 il numero era salito a 840: in Europa 498, di cui 247 in Italia (36 al Sud, 75 al Centro, 136 al Nord); America (prevalentemente Sud America) 292; Asia 23; Africa 27. Lo scopo di "Economia di Comuniones" é : "contribuire a dare vita a imprese improntate alla fraternità, che sentono come propria missione sradicare la miseria e l'ingiustizia sociale, per contribuire ad edificare un sistema economico e una società umana di comunione dove, ad imitazione della prima comunita cristiana di Gerusalemme, “non vi era alcun indigente tra di essi" (At 4,32 34)".

Secondo l’ispirazione iniziale del progetto, gli utili "messi in comunione" vengono suddivisi in due parti: il 50 % per progetti di sviluppo (allo scopo soprattutto di far nascere nuove imprese e di creare nuovi posti di lavoro) e attività di assistenza, e il 50% per la formazione, soprattutto di giovani, alla "cultura del dare". Nel periodo ottobre 2009 settembre 2010, si legge nel rapporto 2012, gli utili sono stati di 737.285,85 euro, dei quali, nel 2011, 343.483,85 sono stati utilizzati per progetti di sviluppo e assistenza; 363.802 per la formazione, e 30.000 per costi amministrativi. Oltre agli utili delle imprese l'EdC può contare su contributi personali dei membri del "Movimento dei Focolari".

Tra ottobre 2009 e il settembre 2010 sono stati raccolti contributi personali per 630.720,81 euro, utilizzati con le medesime finalizzazioni degli utili di impresa.

Economie che mettano al centro gli esseri umani; che producano ricchezza non per pochissimi, ma per tutti. Utopia? 

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