UMANITÀ NUOVA

Etica sociale

Vibo Valentia - I Giganti – Pascaleju e RosinejaIn Calabria si registra un continuo aumento delle presenze a periodici seminari di formazione sull'etica e la politica, creati per “ripensare” insieme la città affrontando le sfide più attuali.

Redazione

Ogni città ha qualche problema, piccolo o grande che sia. Impianti poco funzionanti, strade da rimettere in ordine, la creazione della “civitas” che non sempre riesce a inglobare un senso di cittadinanza che guarda  al “bene comune” come obiettivo primo.

A Vibo Valentia, cittadina calabrese (Sud Italia) che a pochi chilometri dal Mar Tirreno, hanno capito che per risolvere i problemi e guardare al futuro non si può puntare solo il particolare del momento, ma è necessario adottare una metodologia nuova che includa una formazione culturale all'azione sociale.

In questo modo si dà al cittadino la possibilità di essere più consapevole delle opportunità presenti sul proprio territorio, della storia in cui la sua vita è immersa, delle piaghe che affliggono una città e che solo un'azione complessa, fatta di reti, può sanare.

A Vibo dunque si trovano regolarmente per brevi seminari di formazione e informazione su etica e politica.

Come ci scrivono in redazione Ornella Grillo Pietropaolo e Rodolfo Teti «acquistiamo la consapevolezza che ogni nostro gesto quotidiano puo' far emergere la mentalità di una politica nuova, volta alla realizzazione del bene comune. Tutto così ha un significato nuovo durante la giornata e serve comunque a migliorare la qualità della nostra comunità cittadina».

Gli incontri hanno cadenza mensile e vi partecipano cittadini, amministratori di città, qualche sindaco, come quelli di Monterosso e S. Gregorio.

A un approfondimento su un tema preciso che riguarda l'impegno sociale e la città, seguono testimonianze che mostrano la fraternità possibile attraverso azioni concrete. Poi si guarda avanti, si cercano le soluzioni ai problemi presenti.

In uno dei primi incontri si è affrontato il tema dei rifiuti: il gruppo di lavoro ha così accertato che esiste la possibilità di chiedere gratuitamente un contenitore per il compostaggio dei rifiuti organici.  Insieme hanno deciso di rivolgersi e lavorare con le istituzioni per educare i cittadini alla raccolta differenziata; a questo proposito uno dei partecipanti ha detto: «So che la raccolta differenziata non è ancora partita, ma io ormai, sentendomi parte di questa comunità che ha deciso che è giusto farla, anche solo per abituarsi ho iniziato ad attuarla per essere fedele all'impegno che abbiamo preso fra di noi».

Un altro invece racconta: «Sentendomi parte di questa comunità ho deciso, dopo aver ascoltato chi ci rendeva consapevoli del problema, di non acquistare più prodotti  alimentari conservati in doppi involucri».

Un'altra volta invece era presente Roberto, ingegnere idraulico che si occupa della gestione degli impianti di depurazione. Ha comunicato con molta semplicità la sua importante scelta di lasciare la società di cui era dipendente con mansioni importanti per non cedere a compromessi che davano la priorità al massimo profitto a discapito anche della qualità nell'efficienza dei depuratori. Pur sapendo di rimanere senza lavoro non ha avuto dubbi nel dimettersi perché sentiva di non poter essere complice di quella scelta. Si è ritrovato così senza lavoro e con una famiglia da portare avanti.

«Da qualche anno la gestione degli impianti di depurazione è passata ai comuni e Roberto ha potuto così ottenere alcuni incarichi come libero professionista. L'acqua dei depuratori che lui gestisce ha una percentuale così alta di purezza che i dirigenti della società che ispeziona i campioni per ben due volte hanno scritto nella relazione che quel liquido non poteva essere acqua depurata, ma che attraverso manomissione si era fatto analizzare dell'acqua naturale. Ora lo stesso ispettore ha portato una scolaresca a visitare gli impianti su cui lavora Roberto per dimostrare ai ragazzi che con onestà e con la sola ottimizzazione delle potenzialità degli impianti e con costi molto contenuti si possono raggiungere i massimi risultati».

Il sindaco di un paese della costa tirrenica, presente quella sera, non ha nascosto la sua soddisfazione per questo tipo di operato, assicurando di voler far conoscere il suo lavoro in modo da creare un collegamento con il consorzio industriale per i depuratori della provincia.

Tutto questo per il bene di tutti.

Un'altra volta invece si è presentato un giovane “provocatore” che, sentite alcune problematiche, aveva proposto fin da subito di agire attraverso le azioni giudiziarie collettive contro il comune. Dopo aver partecipato ad alcune serate ha riproposto il suo progetto precisando che non bisogna attivarsi per un effetto risarcitorio, ma solo per rendere consapevoli gli amministratori e non della possibilità per i cittadini di mettere in discussione il loro operato quando è frutto di una gestione irresponsabile.

«E se ne potrebbero raccontare. A Vibo esiste un altro gruppo composto prevalentemente da persone impegnate nel mondo della salute che, come noi, vuole migliorare la città attraverso il lavoro in questo preciso ambito. Immaginate quanto sarà rivoluzionario, quando almeno altre 40 persone si ritroveranno a realizzare insieme un progetto per la città con l'unico desiderio di far circolare essenzialmente relazioni autentiche fra tutti?»

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