UMANITÀ NUOVA

Salute e ambiente

Salute e benessere

Pensare al “bene comune” partendo dal benessere della persona, è una chiave vincente per trovare soluzioni prima impensate, ma anche per condividere idee e proposte per migliorare la qualità della vita delle nostre città, anche dal punto di vista ecologico. Dal globale al particolare, l’impegno per la salute e il benessere psicofisico, genera una vita buona, in una società che si riconosce migliore.

XXVI Conferenza sulla pastorale della salute

 

Infermieri, medici e pazientiDal 24 al 26 Novembre si è tenuta in Vaticano la XXVI conferenza internazionale organizzata dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, sul tema: “La pastorale sanitaria a servizio della vita alla luce del Magistero del Beato Giovanni Paolo II”.

L’evento è stato realizzato  per fare in modo che “l’insegnamento del Beato Giovanni Paolo II sul Vangelo della Vita e la sua traduzione nell’opera pastorale della Chiesa, richiamino gli operatori pastorali e sanitari e tutti gli uomini di buona volontà all’amore ed al servizio alla vita, soprattutto se debole e sofferente”.

L’intenso programma ha previsto relazioni, testimonianze ed esperienze di carattere teologico-pastorale ispirate all’insegnamento di Giovanni Paolo II riguardanti il valore cristiano della sofferenza e il Vangelo della vita, trattate in un’ottica interdisciplinare.

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Sanare la persona, sanare la città/2

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Dopo la prima puntata pubblicata la scorsa settimana, parliamo oggi di bellezza, fede, rapporto con "l'altro", reciprocità. Sono i temi toccati dal Prof. Bevere nella seconda parte dell'intervista.

 

Intervista di Paolo Balduzzi- Roma

(seconda parte)


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Sanare la persona, sanare la città

FBevere

 

 

Intervista al Prof. Francesco Bevere, Direttore Generale dell’ Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, che ci illustra il programma di umanizzazione ospedaliera già in atto da oltre un anno in tutta la struttura. Non è un semplice progetto d'efficienza ma qualcosa di più, che coinvolge e amplia lo sguardo sulle necessità di una grande capitale.

Intervista di Paolo Balduzzi-Roma

(Prima parte)

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La cultura della vita


“Nella famiglia la vita dell’altro è preziosa quanto la propria? Ecco il seme di quella cultura della vita che deve informare le leggi e le strutture sociali”.

La vita biologica, dal concepimento alla morte, possiede una dignità intrinseca, che conferisce alla persona un valore in sé. Questa dignità risulta dalla singolarità psico-biologica, che è un dato scientifico oggettivo, su cui si concorda. Proprio questa unicità permette di cogliere il valore di ogni persona, della sua interiorità, di ciò che esprime, al di là di possibili divergenze filosofiche, religiose o ideologiche. Ogni persona rappresenta un aspetto irripetibile e singolare della ricchezza stessa della vita e può esprimere pienamente se stesso nella misura in cui il contesto ambientale e culturale lo consente. Di fronte alle continue scoperte della scienza e della tecnica emerge la necessità di orientare sempre più la società a promuovere una cultura della vita in tutte le sue espressioni, fasi e condizioni. Il valore della vita unanimemente condiviso dovrebbe essere il fondamento di ogni impegno politico e sociale.

A questo riguardo, proviamo ad evidenziare ciò che già esiste:

1) Ci sono nella tua città iniziative culturali, legislative, istituzionali, di volontariato, che  esprimono un’attenzione particolare alle fasi iniziale e terminale della vita?
2) Ci sono nella tua città esperienze di professionisti sanitari, di ricercatori, di cittadini, che vengono percepite come innovative in ambito sanitario e che guardano al paziente non solo da un punto di vista bio-medico (malattia – diagnosi – terapia) ma come persona nella sua totalità?
3) Ci sono nella tua città istituzioni o esperienze di volontariato che, valorizzando l’attitudine dei cittadini alla solidarietà, contribuiscono al percorso di salute e alla partecipazione alla vita comunitaria dei malati, dei disabili, degli anziani e delle loro famiglie?
4) Ci sono agenzie sociali che sostengono lo sviluppo di servizi  per persone affette da specifiche patologie?

Ambiente ed educazione alla salute

Molti dei progressi compiuti negli ultimi decenni nel campo della salute, specie nei Paesi più sviluppati, si devono alla sanificazione dell’ambiente ed alla diffusione di abitudini di vita più corrette che in passato. Sia il primo che il secondo aspetto richiedono, accanto ad interventi diretti delle istituzioni, l’impegno di agenzie educative e la scelta dei singoli cittadini. L’educazione ad abitudini di vita sane, tuttavia, può contrastare con gli interessi di poteri economici forti, come, ad esempio, quelli dell’industria alimentare e del tabacco. È ampiamente dimostrato (talora con la realizzazione di azioni legali di risarcimento) che tali soggetti economici indirizzano a fasce vulnerabili della popolazione informazioni fuorvianti, volte a promuovere consumi la cui diffusione è redditizia per le aziende produttrici, ma deleteria per la salute pubblica.

Un ambiente sano ed un’educazione sanitaria appropriata, che contrastino i messaggi dannosi provenienti dai mezzi di comunicazione, sono compito delle istituzioni nazionali, ma anche di quelle locali. È opportuno, inoltre, che cooperino a questo fine i gruppi di opinione e le associazioni dei cittadini.

1. Esiste nella tua città, un adeguato livello di attenzione alla salute pubblica riscontrabile in ambiti extra-sanitari (trasporti pubblici, scuola, edilizia, gestione dei rifiuti, spazi verdi, piste ciclabili, attrezzature sportive, eccetera)?
2. Esiste nella tua città un impegno educativo agli stili di vita sani (alimentazione, astensione dal tabacco e da farmaci “ricreativi”, astensione dal consumo eccessivo di alcol, attività fisica, divertimento e svago, ecc.)?
3. Attraverso quali modalità si cerca di favorirli (in famiglia, nella scuola e negli altri ambienti frequentati dai giovani, attraverso i mezzi di comunicazione di massa ed informatici)?
4. Esistono nella tua città associazioni di aiuto reciproco per persone dedite ad abitudini nocive per la salute?

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