UMANITÀ NUOVA

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All'indomani del dramma della prima guerra mondiale, Igino Giordani (1894-1980), tra i primi collaboratori di Sturzo, proponeva già nel 1925 su «Parte Guelfa», partendo da un'idea di cattolicità intesa come sinonimo di universalità, «gli Stati Uniti d'Europa con moderatore il Papa». 

 

Lungi dal ritenere per quell' epoca gli Stati Unitì d'Europa un'utopia, egli, che non condivideva l'idea guelfa giobertiana poggiata su basi teocratiche, faceva osservare che le interdipendenze economiche e sociali erano in Europa nella realtà delle cose. Impegnatosi successivamente in politica per dar luogo alla nuova DC di De Gasperi, sulle colonne del Quotidìano del 1945 Giordani riprendeva il suo discorso sull'Europa Unita, per la quale auspicava un «sistema federativo, con un governo e un parlamento, esercito e moneta unici e larghe autonomie nazionali», come concreta risposta al drammatico conflitto appena terminato. Partendo da queste considerazioni non fa meraviglia che nel pacifismo di Giordani l'Europa occupi un posto di rilievo come primo fondamentale momento verso la sfida della mondialità rappresentata dalla Società delle Nazioni e dalle Nazioni Unite dei nostri giorni.

Per leggere l'articolo integrale clicca qui (per gentile concessione della rivista Nuova Umanità)

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