UMANITÀ NUOVA

Educazione e cultura

Atti Meeting

 


A quasi due anni dalla conclusione del Meeting Internazionale sull’Educazione “Learning Fraternity”, sono pronti gli atti ufficiali dell’evento! “Educazione, via privilegiata alla ricerca della pace”. Potrebbe essere questo il filo conduttore grazie al quale, dal 6 all’8 Settembre 2013, presso il Centro Mariapoli di Castelgandolfo (Rm) si sono intrecciati i percorsi di famiglie e scuola, animatori di gruppi e studiosi di pedagogia, ma anche di giovani e giovanissimi di diversi contesti culturali, impegnati quotidianamente a confrontarsi con la questione educativa.

In una lettera a Papa Francesco i 650 educatori provenienti da tutto il mondo avevano scritto: «Come cristiani e come cittadini sentiamo nostra la responsabilità e il compito di ricomporre i rapporti di convivenza nella giustizia e nell’amore, con la testimonianza personale e con l’azione educativa, volte a costruire e diffondere la cultura dell’incontro e del dialogo come unica strada per la pace».

Il programma si è quindi snodato su due binari: 

“Educazione e Globalizzazione”, per imparare a educare nel tempo della complessità e del cambiamento ed essere cittadini del mondo (6 Settembre)

“Educazione e relazione”, per “educarsi con l’altro e all’altro”, alla ricerca di reciprocità. Fare rete, cooperare, condividere (7 Settembre)

35 sono stati i Paesi di provenienza, 20 gli stand nazionali e locali e 35 i workshop (dai social media allo sviluppo sostenibile) che hanno offerto un ricco spaccato di quanto il principio della fraternità a tutte le latitudini attraversi le più diverse esperienze educative, che hanno spaziato dalla prevenzione della violenza negli stadi a progetti di scuola nelle periferie più povere del mondo come a Santo Domingo, Nairobi, Recife.

Tutto questo, insieme alle riflessioni, le narrazioni, i dialoghi, l’esposizione internazionale di buone prassi, materiali e percorsi educativi, hanno contribuito a creare la consapevolezza che solo “insieme” è possibile portare un contributo concreto alla pace e alla fraternità fra i popoli, attraverso una rete di persone che, animate da valori comuni, si impegna nelle periferie esistenziali e si apre a tutte le culture.

Ne sono la prova alcune delle tante testimonianze che al Meeting sono state proposte:

Una di queste, ad esempio, ha riguardato il progetto “Forti senza violenza”, nato dalla collaborazione tra il complesso internazionale Gen Rosso (Italia) e l’associazione Starkmacher e la Caritas di Colonia (Germania), il Ministero federale tedesco per il Lavoro e le Politiche Sociali. Attraverso laboratori artistici e musicali curati dal Gen Rosso, il progetto si propone di trasmettere valori che aiutino i ragazzi a combattere la violenza, l'emarginazione, il bullismo e le varie forme di disagio che molti teenagers vivono nei grandi agglomerati urbani. Vi hanno aderito scuole della Germania, istituzioni sociali per giovani a rischio, immigrati, carceri e orfanotrofi, coinvolgendo finora oltre 25.000 giovani.

A Dalwal nel Punjab in Pakistan, c’è invece una scuola che conta oggi 209 studenti di cui solo quattro sono cristiani. L’impegno educativo – racconta la direttrice Valentina Gomes - è quello di formare, senza irenismi, «coscienze aperte a valori universali come il rispetto per la libertà religiosa, il perdono, la condivisione».

Altre testimonianze e impressioni arrivate dopo la conclusione dell’evento:

«Ho capito che la pace e l’unità sono valori enormi ma che partono da piccoli gesti fatti tra di noi, che sono come un sasso lanciato in mezzo al lago: creano attorno a sé cerchi sempre più grandi e contagiano chi è vicino, proprio come  è successo a me in questi giorni. Lasciarsi contagiare genera gioia, felicità, speranza, voglia di impegnarsi. L’educazione è lo strumento per eccellenza per questa trasformazione. Se cambia il modo di educare, di educarci e se i valori dell’educazione sono questi, allora davvero il mondo può riscoprire la sua dimensione pienamente umana». (Milano)

Mentre da Buenos Aires scrivono: «Per noi, qui a Buenos Aires, adesso incomincia una nuova sfida: quella di conformare una rete di animatori - educatori per aiutarci insieme a portare la fraternità nei nostri ambienti di lavoro». 

E ancora, un giovane sacerdote dell’Uganda sta riscoprendo come può aiutare i 5000 ragazzi nelle parrocchie che segue da alcuni anni, mentre un’insegnante svizzera sta ritrovando la sua identità professionale, sapendo che può agire “con la preghiera, con la vita concreta, con il lavoro teorico ed empirico”.

Il percorso iniziato con Learning Fraternity continua nella prassi educativa in molti luoghi, per formare persone capaci di relazionarsi con gli altri nell’era sempre più complessa in cui viviamo. Impegno espresso nella lettura e sottoscrizione di un “manifesto”, un patto educativo in 10 punti, consegnato anche a Papa Francesco: “educare con la vita”, “imparare insieme per poter insegnare insieme”, “creare reti di relazioni”, “aiutare a realizzare il proprio cammino”, “accogliere il limite, per farne un’occasione di crescita e dialogo, ricominciando sempre”, sono una sintesi della sfida intrapresa.

“Learning Fraternity”, più che un punto di arrivo, ha dunque rappresentato un punto di partenza per promuovere la fraternità come valore fondante dell’educazione, elaborando linee pedagogiche sempre più condivise che possano incidere sulle politiche educative nelle varie Nazioni.

Negli Atti del Meeting, che potete scaricare qui di seguito, potrete trovare tutto questo. Ma anche molto, molto di più!

pdf LEARNING FRATERNITY 2013-ATTI DEFINITIVI (pdf) (18.09 MB)

 

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