UMANITÀ NUOVA

Comunicazione sociale

 

20130316 papa francesco

 

 

Papa Francesco ha incontrato gli operatori dei media sabato 16 Marzo. Ha raccontato aneddoti, ma soprattutto ha proposto una chiave di lettura per gli eventi di questi ultimi giorni... e non solo.

 

  

di Paolo Balduzzi

 

 

 

 

Papa Francesco ci facilita la vita. A noi giornalisti intendo. E’ talmente comunicativo e spontaneo, normale, che più che nell’Aula Paolo VI, la mattina del 16 Marzo è sembrato di stare nel salotto di un amico, che ci ha raccontato ciò che ha vissuto, ciò che spera e sogna per il presente e il futuro.

Così è stato l’incontro di Papa Francesco con i media, in un’assolata mattina di un sabato romano.

«Avete lavorato eh?» – ha esordito Francesco, strappando il primo di tanti, lunghi applausi. Seimila giornalisti e operatori dei media hanno affollato l’aula. La maggior parte di loro hanno raccontato questi quaranta giorni, tra la rinuncia di Benedetto XVI e l’elezione di Francesco. Erano presenti anche altri operatori non accreditati, che in qualche modo hanno partecipato, sentito e “comunicato” questi eventi storici.

Ed è proprio dalla storia che è partito Francesco, che ci ha incoraggiati a «conoscere sempre di più la vera natura della Chiesa e anche il suo cammino nel mondo, con le sue virtù e i suoi peccati», chiedendoci di non dimenticare, raccontando la vita della Chiesa, la prospettiva della fede. «La Chiesa non si può ridurre a categorie politiche con una logica mondana: è il santo popolo di Dio che cammina verso l'incontro con Gesù Cristo».

Poi un ringraziamento per il nostro lavoro. Un lavoro, queste le testuali parole del Pontefice, che «necessita di studio, di sensibilità, di esperienza, come tante altre professioni, ma comporta una particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza; e questo ci rende particolarmente vicini, perché la Chiesa esiste per comunicare la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”. Dovrebbe apparire chiaramente che siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi, ma questa triade esistenziale che conformano verità, bontà e bellezza». 

Da abilissimo comunicatore, Francesco è partito da un’esperienza concreta, forse la più forte della sua vita, per consegnare a noi il suo sogno.  «Durante il conclave avevo seduto al mio fianco il cardinale Claudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo, un grande amico» - ha continuato -«Quando le cose sono diventate un po' pericolose per me, mi confortava. E quando i voti sono saliti ai due terzi necessari per l'elezione, c'è stato l'applauso. Lui mi ha abbracciato e mi ha detto: "Non ti dimenticare dei poveri”. Questa frase mi è rimasta qui, in testa. Mentre lo scrutinio continuava, subito ho pensato a Francesco d'Assisi... Poi ho pensato alle guerre e così è venuto un nome nel mio cuore: Francesco d'Assisi, l'uomo della povertà, della pace, l'uomo che ama e custodisce il creato, l'uomo povero. Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!».

Parole forti e inequivocabili che hanno tracciato le priorità di un pontificato che vuole essere un cammino da compiere insieme: per i più poveri per la pace, per la custodia del creato.

Allo stesso tempo non sono mancate battute, come quella legata sempre alla scelta del nome e al suo essere gesuita: «Qualcuno mi ha detto che avrei dovuto chiamarmi Clemente, così sarei stato Clemente XV e mi sarei vendicato di Clemente XIV che aveva soppresso la Compagnia di Gesù».

Il primo a ridere è lui, accompagnando la sala in festa a fare altrettanto.

Siamo usciti di nuovo sulla strada tutti insieme, carichi di questa emozione e di questa consegna che interpella ogni comunicatore: verità, bontà e bellezza. Coglierle dagli eventi, dalla storia, nelle sue luci e nelle sue ombre, per metterle a servizio del prossimo.

E nel cuore è rimasta una frase, breve e incisiva, forse passata inosservata ai più: è quel “Vi voglio bene” che ad un certo punto ci ha colti di sorpresa, e che indica una modalità di dialogo e di approccio con l’altro che è tipico di un parroco. O forse di vero padre.

Per rivedere il video integrale dell'udienza clicca qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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