UMANITÀ NUOVA

Armonia sociale e arte

La forma della città

La città che forma


Idee e proposte per conoscere i luoghi dove abitiamo

(parte II)

 

 

Sommario
1. Esiste ancora la città?
2. Cityfest: la città al centro
3. Conoscere e amare la propria città
4. Descrivere, esplorare, immaginare la città

 

2. Cityfest: la città al centro


Un cambio di scala. Il Cityfest coincide con una fase di grande apertura, un cambio di scala nell’ambito d’azione del Movimento; perché se le famiglie o i gruppi possono essere, in qualche modo, selettivi, la cittadinanza è invece un requisito diffuso, che non può escludere nessuno. Confrontarsi con le città significa dunque avere un cuore universale capace di dialogare con tutti, già in questa fase preparatoria e di progettazione.

Il Cityfest, come festa della città, può diventare occasione preziosa per mostrare quanto complessa e bella è la città: far capire come in essa le nostre vite s’incontrano fra di loro, con la natura e con quelle opere che l’uomo realizza da millenni per abitare la Terra.

La festa potrebbe in tal modo far nascere negli abitanti una consapevolezza amorevole della città.

Mancanza di appartenenza. Per avere città migliori, più umane e accoglienti, dobbiamo pensare alla città nella sua interezza. Spesso nelle nostre città osserviamo una mancanza di senso di appartenenza, di legame con il luogo di vita.

La mancanza di amore per la città ha la sua origine anche nella difficoltà che le persone trovano nel cogliere e percepire l’ambiente urbano, lo spazio e le forme, a mettere questi aspetti in relazione alla società, a capire che tutto ciò costituisce, in sé, un documento altamente complesso e di grande bellezza. La città degli uomini è anche luogo, forma, spazio, architettura, natura.

Raramente però i cittadini sono preparati a leggere, capire, interpretare, sentire la città; più in generale manca una coscienza del nostro essere nello spazio e del nostro abitare la Terra, manca una coscienza dei luoghi, che sono recepiti solo come strumenti del nostro benessere e non come portatori di significati e perciò di un’anima.

Abitare la Terra. Pensiamo perciò che per suscitare l’amore per la città, sia necessario compiere una paziente opera di costruzione della conoscenza della città e del nostro abitare la Terra, del nostro proiettarci nello spazio ed essere portati dal tempo con le nostre opere e il nostro pensiero.

I diversi modi d’essere della città non sono separati. Non si deve pensare isolatamente ai problemi sociali, da un lato, e ai monumenti e alla natura, dall’altro, ma alle loro interazioni che convergono unitariamente.

L’unità della città. Crediamo infatti che le azioni per una città più umana possano arricchirsi e prendere piena forza solo se fondate sull’unità della città nella sua completezza, che comprende assieme uomini e società, spazio, costruzioni e luoghi di vita, e infine anche la natura e l’ambiente - acque, fiori, piante, animali, paesaggi – per fare della Terra la nostra casa e, nella città, il suo focolare.

Il primo Cityfest può dunque proporsi come un approccio introduttivo verso una consapevolezza amorevole della città. L’obiettivo proprio alla prima edizione potrebbe essere quello di far emergere l’istanza di una conoscenza della città.

 

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